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Ciechi alla misericordia?

commento di Mt 8,28-34, a cura di Martina Pampagnin

Hisilicon Balong
Terra dei Geraseni, sepolcri, ph. Martina Pampagnin

La parola “misericordia” è composta da due parole: miseria e cuore. Il cuore indica la capacità di amare; la misericordia è l’amore che abbraccia la miseria della persona. È un amore che “sente” la nostra indigenza come se fosse propria, con lo scopo di liberarcene.

Papa Francesco

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 8,28-34)

In quel tempo, essendo Gesù giunto all’altra riva del mare di Tiberiade, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada.

Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?».

A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci a pascolare; e i demòni presero a scongiurarlo dicendo: «Se ci scacci, mandaci in quella mandria».

Egli disse loro: «Andate!». Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti.

I mandriani allora fuggirono ed entrati in città raccontarono ogni cosa e il fatto degli indemoniati.

Tutta la città allora uscì incontro a Gesù e, vistolo, lo pregarono che si allontanasse dal loro territorio.


Mi lascio ispirare

Sono appena arrivato su questa riva di contrasti e confini poco netti: dietro di me il blu del mare di Tiberiade – calmo, pacifico, fresco – davanti a me la roccia bianca e grigia interrotta dal rosso della terra bruciata dal sole e dal verde che a tratti resiste a questa sponda calda. C’è un grande silenzio, eppure mi sento chiamare da occhi neri e profondi, occhi nel buio spaventati dai miei che riflettono la luce del sole. Io sono qui, venite: non ho paura di voi, non ho voce grossa con cui parlarvi, non ho punizione. Con le mani alzate al Padre vi attendo.

No, non sono qui per punirvi. Sono qui perché ho pietà e misericordia di voi, anime che da troppo vivete nel buio della vostra cecità alla vita. Sono qui per voi, come per chiunque altro: vi porta pace e libertà. Andate! Liberatevi dal fardello del buio che oscura i vostri cuori e opprime le genti di questa terra. Andate, siete liberi!

E voi? Scappate alla vista di una libertà così grande? Di una misericordia così grande? Forse per voi non è ancora tempo di capire questo amore sconfinato, la mia missione tra voi. Ho tutto il tempo che serve: sono qui per dare pace e libertà a ciascuno di voi!

Martina Pampagnin


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quale occasione hai sperimentato un grande senso di liberazione?

Come ti rapporti al tuo buio e al tuo desiderio di uscire alla luce del sole?

Chi ti è stato testimone di misericordia e pietà nella tua vita?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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