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Tra memoria e attesa

commento di Gv 14,1-6, a cura di Maria Pia S.

Photo by Marco Chilese on Unsplash

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.

Eugenio Montale

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 14,1-6)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».


Mi lascio ispirare

La perdita della persona amata lascia in noi un vuoto impossibile da colmare. Qualunque sia la causa di questo abbandono, il nostro cuore è attraversato da un senso di impotenza e di ingiustizia. La nostra mente vaga alla ricerca di un perché, mentre il corpo è orfano di abbracci e di carezze.

In questi momenti di sofferenza, il Signore si fa vicino e ci invita a non aver timore. Non chiede di riempire, ma di abitare la nostra solitudine. A volte lo fa fisicamente, con la premura dei fratelli che ci prendono per mano. Altre volte, è il suo spirito a camminare accanto a noi.

In questi momenti, la nostra relazione con lui si rafforza. Impariamo a conoscerlo, ci lasciamo conoscere. Questa intimità con lui ci rivela la nostra identità di figli amati e ci dona uno sguardo nuovo sulla nostra vita.

L’amore donato e ricevuto non è perso. È parte integrante della nostra storia. Tutte le relazioni che ci hanno nutriti, continueranno ad accompagnarci. In un modo nuovo, ma ugualmente pieno. Il passato e il futuro sono legati da fili invisibili di memoria e attesa. Lo smarrimento, il dubbio e la morte lasciano il posto alla Via, la Verità e la Vita. Il caso non esiste. La realtà non è solo quella che si vede.

Maria Pia S.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa hai provato dinanzi alla perdita di una persona amata?

In che modo hai lasciato che il Signore ti accompagnasse in questi momenti?

Cosa guida i tuoi passi, quando pensi di aver perso la via?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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