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L’assurda vertigine della tua assenza

commento di sabato santo, a cura di Verena M.

Sabato santo
Photo by Jez Timms on Unsplash https://unsplash.com/photos/HauxSOFvh6k

Non andartene, non lasciare l’eclisse di te nella mia stanza.

Mario Luzi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (sabato santo)

Ieri ti ho sentito respirare a fatica, fino alla fine. Domani splenderai di luce viva. Ma oggi non ci sei. Oggi tutto è fermo. Oggi tutto è vuoto. Non c’è che questa assoluta impossibilità di espressione, questa lingua annodata, questo cuore attonito. Tutto ti cerca, nulla ti trova. In tutto ti cerco, in nulla ti […]


Mi lascio ispirare

Ieri ti ho sentito respirare a fatica, fino alla fine. Domani splenderai di luce viva. Ma oggi non ci sei.

Oggi tutto è fermo. Oggi tutto è vuoto.

Non c’è che questa assoluta impossibilità di espressione, questa lingua annodata, questo cuore attonito. Tutto ti cerca, nulla ti trova. In tutto ti cerco, in nulla ti trovo. Perché oggi non ci sei e io sono solo una bambina, la mia cognizione del tempo si sfrangia nella tua mancanza: manchi un giorno e per me è l’abbandono di una vita intera.

Ma sei andato via per tornare, dovrei saperlo. Dovrei ricordarlo. Dovrei portarlo nel cuore: sei andato via per tornare. Per dimostrare, tornando, l’assurda vertigine della tua assenza.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale vuoto offri oggi al Signore?

Quale parola risuona nello spazio vuoto che oggi ti è donato?

Cosa stai aspettando?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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