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commento di Mt 6,1-6.16-18, a cura di Stefano Corticelli SJ

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Photo by Fares Hamouche on Unsplash

Ah l’uomo che se ne va sicuro agli altri ed a se stesso amico...

Eugenio Montale, Non chiederci la parola

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 6,1-6.16-18)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».


Mi lascio ispirare

Di quanti like abbiamo bisogno per sentirci al centro dell’attenzione?
Cento o mille o diecimila. Oppure neanche uno.
Perché ci sono modi ben più sottili per curare la nostra immagine.
Dei modi, diciamo così, da adulti.

Elaboriamo articolate riflessioni e ci sogniamo bravi, pronti a insegnare, a trasmettere questo sapere concepito in solitaria. Oppure ci guardiamo mentre facciamo propositi, mentre dimentichiamo i nostri propositi e ci approviamo o ci biasimiamo come se avessimo mille occhi puntati addosso.

Gli atti religiosi più belli, l’elemosina, la preghiera e il digiuno, possono servire da specchio in cui contemplarci, compiaciuti o afflitti.
Eccoci dunque invitati a chiudere la porta.
Bello. Possiamo chiudere la porta.

Sorprenderci mentre ancora una volta accarezziamo la nostra immagine e riderne di gusto. Ci sembrava di dover capire tanto del mondo, di noi stessi e degli altri. Ci sembrava di essere arrivati a buon punto ma non è così.

Ci lasciamo guardare dal Padre con il nostro guazzabuglio di cose lasciate a metà sapendo che questo non lo scandalizza. Affatto.
Il suo sorriso è già una grandissima ricompensa.

Stefano Corticelli SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Come inizi il tempo della quaresima?

Da quale pericolo ti senti messo in guardia?

In quali occasioni riesci a ridere di te stesso?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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