Passa al contenuto principale

A che gioco stai giocando?

commento di Lc 7,31-35, a cura di Andrea Piccolo SJ

a-che-gioco-stai-giocando
Foto di Hai Nguyen Tien da Pixabay

L'essenza del mondo è il gioco [...] noi giochiamo il serio, giochiamo l'autentico, giochiamo la realtà, il lavoro e la lotta, giochiamo l'amore e la morte e giochiamo perfino il gioco.

Eugen Fink

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 7,31-35)

In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.

È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.

Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli»


Mi lascio ispirare

Oggi ci viene raccontato di bambini che giocano in piazza, in un luogo pubblico, aperto visibile. Il gioco ha delle regole e chi gioca assume dei ruoli: c’è chi lancia la sfida e chi risponde interpretandola. Giochiamo a fare festa (la festa del matrimonio), allora si balla; giochiamo al funerale allora si piange. Nel gioco è importante prendere una posizione, interpretare un ruolo e farlo al meglio. E se la sfida non viene raccolta?

Giovanni Battista e Gesù hanno “sfidato” i loro contemporanei, li hanno invitati a giocare, ciascuno a proprio modo: Giovanni con l’ascesi e il distacco, Gesù con la compassione la partecipazione ma sembra che la loro sfida non sia stata raccolta. E io a che gioco sto giocando? Come mi pongo di fronte al gioco della vita e dell’amore e a quello della morte, la grande “raccoglitrice” dei frutti che ho (o non ho) generato?

Gesù dice che in faccia all’indifferenza, alla non risposta, è la Sapienza che viene riconosciuta giusta. La sapienza è il gusto della vita vissuta fino in fondo, della vita giocata e spesa, generativa. La sapienza “ha figli”, quindi genera, e i suoi figli possono testimoniare a suo favore. Numerosi esegeti affermano che Gesù si lega alla Sapienza di Dio e ne porta il messaggio nel mondo: la sapienza “gioca” il suo ruolo e prende la sua posizione, sa dove ha preso dimora e sa qual è la “delizia” che vuole donarci.A che gioco stai giocando?

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

A che gioco stai giocando, oggi?

In quale luogo della tua vita trovi dimostrazione della creatività della sapienza?

Quale indifferenza rischia di chiudere i tuoi occhi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | |