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Il vero mondo dell’uomo

commento di Mt 17,14-20, a cura di Marco Ruggiero

Uomo
Street art by the Norwegian artist Dolk. Taken in Bergen in 2009 by Gulosten, on Wikimedia Commons.

Il vero mondo dell’uomo è il cuore di Dio. Là ritroviamo noi stessi, là anche i nostri fratelli.

Divo Barsotti

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 17,14-20)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».

E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.

Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».


Mi lascio ispirare

Gesù sembra non rimproverare i discepoli per la loro poca fede, con amore prospetta loro una concreta e strabiliante possibilità: una fede capace di spostare le montagne. Pare, invece, che siano i discepoli a essere preoccupati perché la loro “perfomance” di miracolo sia stata decisamente fiacca. Che figura hanno fatto? Infatti il padre, caduto in ginocchio dinanzi al Maestro, non omette di sottolineare il fatto che essi non siano riusciti a guarire il proprio figlio. Insomma, che episodio imbarazzante per i discepoli!

A volte capita che nel fare il bene perdiamo di vista l’aspetto fondamentale: l’altro, come me, è figlio amato da Dio e noi possiamo essere testimoni del suo Amore e compiere piccoli e grandi miracoli nel quotidiano della nostra vita solo se non ci dimentichiamo che siamo tutti creature poste nel suo cuore, da lui salvate e liberate dal peccato.

La fede, anche se piccola, se è sincera risposta al Dio che ci ama, allarga gli orizzonti del nostro sguardo spesso incentrato ermeticamente sui noi stessi nell’illusione di poter fare tutto da soli – di avere capacità innate – e ci rende veramente accoglienti verso l’altro, comprensivi della sua fragilità; perché è la nostra stessa piccolezza che, come un granello di senape, può diventare smisuratamente grande.

Marco Ruggiero


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali sono i doni che il Signore mi ha fatto che posso investire nel servizio sincero ai fratelli bisognosi?

In quali situazioni ho avuto uno sguardo incentrato solo su me stesso, anche se mi prodigavo per gli altri?

Quando ho pensato che Dio non avesse nulla a che fare con le mie scelte quotidiane?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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