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Al di là del bene e del male

commento di Mt 13,36-43, a cura di Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani

Bene

Affrontare il male senza mormorare, con pazienza e gioia saper sopportare. Aver vinto su te stesso sappi, questa è letizia.

Angelo Branduardi, La predica della perfetta letizia

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 13,36-43)

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».

Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».


Mi lascio ispirare

Come è possibile, Gesù, accettare che il grano e la zizzania crescano insieme? Come si fa a tollerare anche la presenza del male nel nostro cuore e nel mondo senza prodigarsi per estirparlo appena riconosciuto? Spiegaci, Signore…

I nostri occhi vorrebbero vedere soltanto spighe di grano all’orizzonte, frutti di bene che maturano nelle nostre vite, buone notizie che riempiono le pagine dei giornali e invece ci scontriamo quotidianamente con la presenza, a volte lontana, a volte vicinissima, del male.

Il tuo sguardo, Signore, è diverso, sei disposto ad accettare che anche la zizzania cresca in noi perché neanche un chicco di grano vada perduto.

Il nostro compito allora è chiederti la grazia del discernimento per riconoscere ciò che produce e alimenta la vita da ciò che invece assopisce il desiderio e porta alla morte, la pazienza nell’attesa per accogliere con misericordia anche il male commesso e subito, la speranza che al momento opportuno vedremo risplendere alla tua luce ogni figlio, per noi fratello.

Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Come reagisco al male che sperimento fuori di me?

E a quello che sento presente nel mio cuore?

In che luogo della mia vita, oggi, mi sento chiamato a riconoscere la presenza del Signore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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