Passa al contenuto principale

Cento volte vita

commento di Mt 19,27-29, a cura di Ettore Di Micco

Centinaia di fiori in primavera, la luna in autunno, la brezza fresca d’estate, la neve in inverno. Se non occupi la tua mente in inutili cose, ogni stagione è per te una buona stagione.

Wu-men

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 19,27-29)

In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».


Mi lascio ispirare

Cento volte è tanto, forse talmente tanto che vanifica il nostro tentativo di contare le misure nella nostra vita ed apprezzarne l’aumento.

Eppure se rammento i miei giorni mi rendo conto che non devo metterli per forza in fila. Penso a quest’avventura iniziata da tempo. Non è stata bella? La più bella che io possa immaginare.
E mi vengono alla mente momenti, esperienze, sentimenti di ciò che chiamo passato. Sono contento di ciò che è stato, e nel dirlo mi rendo conto che non è solo passato.

Il richiamare alla mente questa bellezza mi fa fare un’esperienza ora. Queste cose che nascono in me sono ora e non solo ieri. Il ricordo di quella sera, quella volta che sono stato male, quell’altra che ho visto uno spettacolo mozzafiato. Io in questo istante sono lo stesso di allora. Sono ancora in questo istante contento per lo spettacolo mozzafiato. Sono ancora adesso quello stesso bambino che si meravigliava di cose semplici.

Nulla di tutto questo è passato. Si è trasformato ed è diventato materiale che mi costituisce ora, come tessere di un puzzle… un puzzle strano, che ha tante tessere ognuna collegata con tutte le altre. E in questo puzzle vedo che anche le cose che ho dovuto lasciare si sono trasformate, il rapporto con le persone care che non ho più intorno con la frequenza di un tempo, il rapporto con gli amici lontani, coi luoghi vissuti… Riesco a sentire la bellezza di queste cose ora, non ci riuscivo prima di lasciarle. Ammesso che si possa misurare, apprezzo la vita almeno cento volte più di prima. E non l’ho deciso io. È un dono ricevuto.

E tutto questo è presente e vivo in ogni istante in cui esisto. Non passato, non futuro. Eterno.

Ettore Di Micco


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali cose o quali realtà senti di aver lasciato? Quali sentimenti affiorano al loro ricordo?

In quali aspetti della tua vita fai fatica a notare doni?

Quale dono ricevuto vale “cento volte tanto” ciò che hai lasciato? Quale energia ti dona nella vita ordinaria?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | |