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Nel deserto Ti trovo

commento di Gv 1,19-28, a cura di Gloria Ruvolo

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Photo by Jared Evans on Unsplash

γνῶθι σαυτόν. Conosci te stesso.

Iscrizione nel tempio di Apollo a Delfi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 1,19-28)

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».

Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».

Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.


Mi lascio ispirare

Tante voci che mi chiedono: tu chi sei? So solo chi non sono. Non il Cristo, non Elia, non un profeta né un Santo. Sono solo una voce, una voce che a volta crede di espandersi solo nel vuoto, di non raggiungere nessun orecchio, di essere stata emessa inutilmente. Il deserto a volte mi spaventa per la sua grandezza, per la solitudine che riecheggia in ogni duna.

Eppure, nel deserto, ti trovo, mio Signore. Senza la paura, trovo il tuo orecchio teso ad ascoltarmi, trovo un silenzio finalmente pieno, una via diritta per essere in relazione con te. Trovo l’acqua del battesimo che mi fa rinascere come Tua figlia, trovo una nuova vita in cui non sarò mai più sola.

Gloria Ruvolo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In che modo metto a tacere tutte le voci esterne per riuscire a sentire solo la mia?

In quale occasione ho capito di non essere solo?

In quale deserto trovo il Signore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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