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Un uomo onesto, un uomo probo

commento di Mt 1,18-24, a cura di Rete Loyola (Bologna)

Giusto
Ph. Working hands by Janet Ramsden on Flickr

Esiste in ogni cuore umano una meta ch’esso forse osa appena riconoscere troppo bella per rischiare l’audacia di credervi

Emily Dickinson, Ogni vita converge a qualche centro

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 1,18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.


Mi lascio ispirare

Giuseppe è un uomo giusto, un uomo che lavora onestamente, un uomo che rispetta la sua promessa sposa, un uomo che resta dentro le regole della società in cui vive. Proprio a quest’uomo, però, i piani non vanno come dovrebbero: la promessa sposa si ritrova incinta, di una creatura che non è figlia sua.

Anche a noi capita di essere come Giuseppe: viviamo da persone oneste, perseguiamo degli obiettivi rispettabili, ci impegniamo a fare sempre la cosa che riteniamo giusta. Eppure l’inatteso ci sconvolge, portandoci a riconsiderare tutti i nostri piani per il futuro. Davanti a tutto questo, le alternative sono due: ripudiare la vita, rimanendo chiusi nelle caselle dei nostri schemi, oppure accoglierla, accettando il rischio di farci disordinare, scombussolare, rimettere in discussione.

A indicarci la direzione, a dirci se ne vale davvero la pena, sono sempre i sogni: quei desideri profondi che ci portiamo nel cuore, e ci parlano sempre di bellezza e di verità. A volte rischiamo di annebbiarli tra i doveri, le routine, le piccole o grandi angosce quotidiane. Altre volte la paura è troppo più grande, e rischiamo di seguirla, perdendo lo slancio e continuando a giocare a ribasso, tra mille insicurezze: sarò capace di donarmi fino in fondo? Sarò capace di esserci sempre? E se mi stufo? E se non ce la faccio e ho bisogno di fuggire?
In quel nome scelto per Gesù, Dio con noi, l’Amore ci ricorda che tutto questo possiamo farlo insieme, un passo alla volta, e che lui è con noi.

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale imprevisto, quale novità sta chiedendo di essere accolta nella mia vita, nonostante i miei piani?

Cosa sogno? Qual è il desiderio che porto nel cuore?

In cosa ho paura di giocarmi fino in fondo?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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