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Delicato ricamo degli inizi della vita

commento di Lc 10,21-24, a cura di Verena M.

Vita
Foto di taniarose da Pixabay

Prego Dio perché mi ispiri chiaramente ciò che è più caro al suo cuore.

Francesco Saverio SJ

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 10,21-24)

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».


Mi lascio ispirare

La meraviglia per l’infinita bellezza della tua opera, Signore, mi slarga gli occhi; con lo sguardo spalancato alla novità di un bambino mi affido alle tue mani. Ti vedo in ogni angolo della mia vita, tutto è un ricamo prezioso intessuto dalle tue mani sapienti. Ogni piccolo punto contribuisce alla splendida lavorazione del ricco tessuto della mia esistenza.

Sono piccola, Signore, ed è alla mia meraviglia di bambina che tu sveli la grandezza dell’amore. Mi hai donato ogni cosa e con cuore grato scopro la perfezione del tuo disegno, la completezza del tuo disegno su di me.

Ti chiedo allora, Signore, di conservare l’apertura grata dello sguardo, perché sempre il mio cuore si apra ad accogliere i tuoi doni e perché sempre io guardi alla mia vita con meravigliata riconoscenza.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale grande cosa è stata rivelato al mio sguardo piccolo?

In quale luogo della mia vita vorrei avere la fiducia di un bambino?

In cosa scorgo la perfezione del disegno?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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