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Mantenere fede alla missione

commento di Lc 12,39-48, a cura di Matteo Palma

Missione
Ph. artistlike on Pixabay

Noi siamo responsabili anche per gli altri.

Ignazio Silone

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 12,39-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».


Mi lascio ispirare

Pietro prova a scansare la propria responsabilità, come lui anche noi forse talvolta proviamo a farlo. Come sempre, Gesù fa riferimento alle cose ultime, la venuta del Regno, per far riflettere i propri discepoli sul loro oggi. Proviamoci anche noi.

Fermandoci un attimo, non possiamo negare che anche noi abbiamo delle responsabilità verso qualcuno o qualcosa. il Signore ci ha già affidato la sua “casa”, la società, il nostro compagno, i nostri amici, la famiglia, ecc.

Di tutto questo possiamo disporre come se fossimo i padroni, servendocene, oppure, essendo amministratori, servendolo.

Rimanere amministratori significa dunque mantenere fede alla missione e alla responsabilità di servizio che ci è stata affidata (perché non poteva essere data a nessun’altro!).

Il servizio si fa dunque strada per la relazione con Dio-che-viene e con la verità di noi stessi.

Matteo Palma


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Verso chi o cosa senti di avere responsabilità?

Come vivi questa responsabilità?

Chi ai tuoi occhi è “un amministratore fidato e prudente”?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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