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Amore e giustizia

commento di Lc 11,42-46, a cura di Andrea Piccolo SJ

Amore e Giustizia
Ph. Mike Cardus on Flickr

Merita il potere solo chi ogni giorno lo rende giusto.

Dag Hammarskjöld

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 11,42-46)

Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».


Mi lascio ispirare

Cosa significa mettersi a seguire Gesù? A cosa serve pregare, cioè mettersi in relazione con il Signore e dialogare con lui? Seguire Gesù e dialogare con lui è mettere ordine nelle priorità della mia vita, tra i criteri che animano le mie scelte, nelle cose importanti su cui puntare con le mie forze migliori.

Due sono le parole chiave di questo intervento di Gesù: giustizia e amore di Dio. A queste bisogna dare priorità, in ogni atteggiamento e comportamento che voglia essere religioso. Se non vivo questi due gusti nelle relazioni (giustizia e amore sono condimento delle relazioni!), qualcosa dentro di me muore e marcisce – e tutto quello che è esteriore diventa tomba.

Nella salvezza portata da Gesù, la religione, con tutto l’apparato di norme, riti, racconti, morale, ecc., diventa strumento che porta a diventare più uomini, cioè più fratelli. Questo detto di Gesù, quindi, mi invita anche a ridare vitalità dal di dentro a quelle che sono le pratiche religiose, che non sono da trascurare, ma da ri-significare e ri-vitalizzare volta per volta, continuamente, avendo sempre davanti agli occhi e al cuore che sono aspetti secondari, funzionali ad amore e giustizia e che non si sostituiscono a questi.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa mi muove dal profondo?

In quale occasione mi sono rifugiato nella comodità delle norme – anche religiose?

Quale peso in questo periodo della mia vita mi è insopportabile?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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