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Compresi che l’amore racchiudeva tutte le vocazioni, che era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi. La mia vocazione finalmente l’ho trovata...è l’amore!
Madre Teresa di Calcutta
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 19,3-12)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque, l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti, vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
Mi lascio ispirare
Tra le relazioni affettive umane, quella matrimoniale ricopre una posizione unica e un valore particolare. La relazione uomo-donna è “fin dal principio”, affonda le radici nel momento della creazione durante la quale, ci ricorda Gesù, “[Dio] li fece uomo e donna”. Eppure, la relazione coniugale è esposta al pericolo “dell’indurirsi del cuore”. L’abitudine, il fatto di considerarla “naturale” la fa diventare scontata, già data, non riflessa. È così! Sposarsi è naturale…
Gesù nel dialogo con i discepoli mette in discussione l’ovvietà del matrimonio ponendolo in parallelo – non in competizione – con la scelta della castità/verginità motivata dal regno dei cieli (“vi sono altri ancora che si sono resi eunuchi per il regno dei cieli”). Gesù non svalorizza la relazione coniugale a beneficio della scelta della castità, anzi! È accostando le due possibilità e avendole ben presenti entrambe che possiamo comprenderne appieno significato e ricchezza.
Il matrimonio diventa, così, una scelta, al pari e con la stessa dignità della scelta della consacrazione al Signore; la consacrazione per il regno dei cieli in verginità e castità, smette di essere qualcosa di angelico e “fuori del mondo”. Se non consideriamo la vita coniugale come profondamente legata alla scelta della verginità, non riusciamo a liberarla dalle attese super-gonfiate di erotismo e di salvezza dalla solitudine che le attribuiamo; d’altra parte, se non viviamo la verginità per il regno come complementare alla vita coniugale, la prima rimane infeconda, astratta, fatta di isolamento e di privazione di relazioni piene.
Al tempo di Gesù, come al nostro, non fu facile comprendere scelte di castità. Ma si pensava di conoscere scopo e bellezza del matrimonio e non li si conosceva, come molto spesso continua a succedere. Riprendendo un’espressione del brano: “a noi è concesso comprendere questa parola”: se ci fermiamo a pensare e a pregare sul come la Parola di Dio illumina le relazioni più profonde della nostra umanità.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Se sono sposato/a o penso di farlo: che aspettative ho sul matrimonio? Che significato gli attribuisco?
Se sono un consacrato/a o penso di diventarlo: come intendo tengo assieme la fecondità delle relazioni con il mio “essere per Dio”?
Per quale luogo di fecondità nella mia vita ringrazio il Signore?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
16
Agosto
2019
Tra moglie e marito…
commento di Mt 19,3-12, a cura di Andrea Piccolo SJ