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Il peso dell’inatteso

commento di Lc 21,34-36, a cura di Iuri Sandrin SJ

Quella parola è poi la sola cosa che importa ed ha uno scopo: ci fa sembrare un po' meno noiosa la vita il giorno dopo. Anche domani non ci potrà mancare qualcosa da aspettare!

Fausto Amodei

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 21,34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».


Mi lascio ispirare

Cos’è un cuore appesantito?

Stando ai nostri racconti, un cuore come ingombrante, bloccato, incapace di smuoversi a motivo di una pesantezza sempre più ingestibile, spesso accompagnato dalla densa sensazione di “non farcela più”.
Ma il Vangelo sceglie un’altra via: la pesantezza non viene posta in relazione con ferite, delusioni, frustrazioni e fatiche del cuore, bensì con il ritrovarsi sorpresi, impreparati e incapaci di reagire di fronte a qualcosa di improvviso che succede, che piomba addosso e che travolge.

Cos’è allora un cuore non appesantito?

Quello che sa riconoscere di essere inserito, qualunque cosa succeda, in una relazione vitale con il Signore, una relazione donata, senza pretese; senza assicurazioni, senza garanzie. Una relazione in ogni istante esposta tanto all’irruzione di un bene non calcolabile e non meritato, quanto alla possibilità che questo bene venga meno. Ecco il rischio del dono gratuito, il rischio dell’amore: sempre sorpresa spiazzante, mai risultato di calcoli rassicuranti.

Ciò che conta, dunque, è il lasciarsi stanare dal Signore, che continuamente ci chiede di essere aperti a quell’amore gratuito e imprevedibile che fedelmente opera in tempi e modi che i nostri cuori non si aspettano.

Iuri Sandrin SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In che occasione il mio cuore si è fatto travolgere?

Quando ho sentito il cuore leggero?

In che luogo della mia vita vorrei che il Signore entrasse a stanarmi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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