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Se dovrai attraversare il deserto, non temere: io sarò con te!

commento di Mt 2,13-18, a cura di Mounira Abdelhamid Serra

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.

La cura - Franco Battiato

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 2,13-18)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».

Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.

Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:

«Un grido è stato udito in Rama,

un pianto e un lamento grande:

Rachele piange i suoi figli

e non vuole essere consolata,

perché non sono più».


Mi lascio ispirare

La storia di salvezza che Dio compie in ogni vita attraversa tutti i luoghi e i tempi. Tutti noi siamo Giuseppe quando, mantenendo il cuore aperto, comprendiamo che il tempo che viviamo richiede cura da parte nostra e al contempo affidamento a quella parola che ci invita a rischiare tutto, ad alzarci e a andare, anche in luoghi di sottomissione, anche in terre straniere.

C’è scritto che c’è un tempo per ogni cosa. Così nella notte dell’anima si palesa la necessità di cura e il bisogno di affidarsi, rischiare e non dormire. C’è un’urgenza che richiede attenzione, richiede di esser adempiuta: urge vivere a pieno, consapevoli dei limiti e pericoli, ma liberi.

Dio opera nel silenzio di questo tempo, nella concretezza del cammino; l’Uomo Gesù, nel tempo del rischio e nel luogo straniero, viene formato da esperienze e ricordi, qui e ora impara a camminare e a parlare. In questo modo l’umanità che è in ognuno di noi torna alla terra promessa, a quella vita autentica che è inscritta nel cuore di ognuno dalla nascita.

Siamo chiamati ad amare noi stessi e gli altri come Dio ci ama, quindi a vivere senza paura.

Mounira Abdelhamid Serra


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando ho compreso che non potevo adagiarmi su quello che ero e avevo?

In che modo ho cura di me stesso e di ciò che mi è stato affidato?

Dove mi sento chiamato ad andare per far crescere con amore ciò che è vivo nel mio cuore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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