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26/12 #prototipi

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

PROTOTIPI: Stefano, il primo dei martiri tra i discepoli di Gesù Il Nuovo Testamento con il suo racconto del “primo” dei martiri, ci offre il prototipo per sempre di cosa significhi martirio per il cristianesimo. Nel racconto degli Atti degli Apostoli (At 7,55-60), Stefano ripropone l’atteggiamento di Gesù che dalla croce aveva pregato: Padre perdona […]


Mi lascio ispirare

PROTOTIPI: Stefano, il primo dei martiri tra i discepoli di Gesù

Il Nuovo Testamento con il suo racconto del “primo” dei martiri, ci offre il prototipo per sempre di cosa significhi martirio per il cristianesimo.
Nel racconto degli Atti degli Apostoli (At 7,55-60), Stefano ripropone l’atteggiamento di Gesù che dalla croce aveva pregato: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno (Lc 23,34).
Il momento della morte di Gesù non è condanna per coloro che lo uccidono, ma è evento in cui si apre lo spazio della misericordia. Stefano, che muore per aver predicato quello stesso Gesù, si fa portatore della stessa sua misericordia. La sua coerenza, la sua testimonianza “fino alla fine” non è funzionale a stigmatizzare il comportamento dei nemici e a fomentare l’odio contro di loro. Anzi la morte di Stefano apre la porta del cielo aperto, visibile, anche per loro che, seppure uccidendolo, non sono imputati per questo peccato al tribunale di Dio.
Celebrare un martire significa allora non aprire nostri tribunali attraverso i quali imputare peccati , ma aprire la porta della Misericordia. La stessa misericordia testimoniata dai martiri, perché è questa la vera testimonianza evangelica.

p. Stefano Bittasi sj, della comunità del Pontificio Istituto Biblico di Gerusalemme

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.