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08/07 #prudenza

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

PRUDENZA: storie di agnelli e di lupi “L’agnello ha quindi la prudenza di non esporsi al male e la fiducia di vincerlo, quando è esposto. La prima fa evitare il pericolo quando è possibile, la seconda lo fa affrontare quando è inevitabile.”  [Silvano Fausti sj]   Mt 10,16-23 Ecco: io vi mando come pecore in […]


Mi lascio ispirare

PRUDENZA: storie di agnelli e di lupi


“L’agnello ha quindi la prudenza di non esporsi al male e la fiducia di vincerlo, quando è esposto. La prima fa evitare il pericolo quando è possibile, la seconda lo fa affrontare quando è inevitabile.” 

[Silvano Fausti sj]

 
Mt 10,16-23
Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo.
La pecora è un animale utile e mite: in vita dà cibo e vestito, in morte si fa cibo e vestito. È simbolo di Dio che, dopo aver dato esistenza e splendore a ogni creatura, sulla croce le si dà come sua vita e gloria.
Ma un milione di pecore non faranno mai un lupo. Anche se tutti al mondo diventassero discepoli, questi manterranno le qualità dell’agnello: non saranno mai potenti e arroganti, inutili e dannosi.
L’uomo è lupo per l’altro uomo – si dice. La violenza domina il mondo, e il mite ne fa le spese. Ma in lui si arresta il male, e per questo erediterà la terra. Il lupo che mangia l’agnello – metamorfosi divina! – è trasformato nel cibo che prende. Alla fine il lupo dimorerà con l’agnello, la pantera con il capretto, il vitello con il leone, la mucca con l’orsa, il leone si ciberà di paglia come il bue, e il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide (Is 11,6-8). Sarà il regno dei fanciulli e dei figli, dove nessuno agirà più iniquamente, “perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare” (Is 11,9). Tutto questo porterà lo Spirito di sapienza del virgulto di Jesse – l’agnello che vince l’aggressività del lupo.

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.