Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo
COSTANZA: prendersi il tempo per ogni incontro Non è il riposo ciò che cerco, ma è il volto di colui che dona riposo, che io domando supplicando. Gregorio di Narek Lc 2, 36-40 C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette […]
Mi lascio ispirare
COSTANZA: prendersi il tempo per ogni incontro
Non è il riposo ciò che cerco, ma è il volto di colui che dona riposo, che io domando supplicando. Gregorio di Narek
Lc 2, 36-40
C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Anna (= favore di Dio) di Fanuele (= volto di Dio) della tribù di Aser (= buona fortuna) ha per grazia di Dio la buona fortuna di vederne il volto in Gesù e riconoscerlo.
È molto avanzata negli anni. Vedova dalla giovinezza, è figura sia d’Israele che di tutta l’umanità che ha perso lo sposo e vive una vita vuota, esiliata dal volto del suo desiderio. Ma non lascia mai il tempio e continua ad attendere e cercare, con digiuni e preghiere, con dolore e desiderio, notte e giorno. L’incontro avviene in quell’“ora” in cui Simeone predice la croce, l’ora della contraddizione. È qui che Dio si presenta definitivamente al suo popolo, offrendosi in contemplazione a tutti. Qui Dio rivela chi sia e rivela a cosa siamo chiamati: lasciarsi amare ed amare. Nella costanza di ogni giorno…
Rete Loyola (Bologna)
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.