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12/12 Mt 11,16-19 GIUSTIFICAZIONI

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

a cura dei Gesuiti Italiani GIUSTIFICAZIONI: gli alibi per non decidere! Per chi non vuol decidersi, le scuse sono sempre a portata di mano! Bruno Maggioni   Mt 11, 16-19 In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai […]


Mi lascio ispirare

a cura dei Gesuiti Italiani

GIUSTIFICAZIONI: gli alibi per non decidere!

Per chi non vuol decidersi, le scuse sono sempre a portata di mano! Bruno Maggioni
 
Mt 11, 16-19
In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”. È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
 
Siamo sempre pronti a trovare giustificazioni per non giocarci fino in fondo! Ma perché? Stiamo perdendo una grande occasione, l’occasione di scoprire la Vita vera, la Bellezza, la Gioia.
Veramente possiamo dirci che ci facciamo del male … la paura di non essere all’altezza, la paura di non essere i primi, ci fanno disprezzare amici, situazioni, ed infine anche Lui, accusandolo di essere mangione e beone … Che autogoal!

Se aprissimo le porte del nostro cuore scopriremmo di essere tutti secondi e così tutti primi!! … E saremmo felici!!!

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.