Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
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a cura dei Gesuiti Italiani DONO: la gratuità di un dono ricevuto e condiviso Donare è spontaneità e gratuità. La danza del dono non prevede contraccambio. «Io do perché tu dia agli altri». E il perdono è la via difficile di chi, senza dimenticare, nel dolore e nella discrezione, cambia se stesso. Perdonare è donare […]
Mi lascio ispirare
a cura dei Gesuiti Italiani
DONO: la gratuità di un dono ricevuto e condiviso
Donare è spontaneità e gratuità. La danza del dono non prevede contraccambio. «Io do perché tu dia agli altri». E il perdono è la via difficile di chi, senza dimenticare, nel dolore e nella discrezione, cambia se stesso. Perdonare è donare totalmente. Enzo Bianchi
Lc 14, 12-14
In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato:«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
La gratuità, lo spreco, la condivisione, il mangiare assieme sono i modi con cui Gesù identifica l’amore.
La prova di un amore gratuito è la capacità di voler bene all’altro, pagando di persona, senza agire per un grazie preteso successivamente…
Si può vivere la gratuità quando ci si sveglia dall’illusione di possedere: nulla è mio. In tutto quello che ho ricevuto dalla vita non c’è la proprietà privata.
Non arriverò mai ad impossessarmi del dono, anche se mi illudo di poterlo fare. È il peccato di Adamo che afferra il frutto, ne vuole diventare padrone, piuttosto che riconoscerlo come dono gratuito da accogliere e condividere.
Ecco perché il peccato è la mancanza di gratuità, è impedire all’amore di passare attraverso di me, è impossessarmi ciecamente del dono.
Rete Loyola (Bologna)
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.