GET UP and WALK 09/10 CHIEDERE: La preghiera non qualcosa che annoia ma è dentro di noi come un pensiero che va e viene; la preghiera nel nome di Gesù ci fa uscire da noi stessi. L’eternità sarà questo: lodare Dio.
commento a cura di Rete Loyola (Bologna)
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo
a cura dei Gesuiti Italiani Tu sei il dono e la domanda Tu sei la gloria e il tormento Tu sei il donatore e l’offerta L’origine e il compimento H. Capieu Lc 11,5-13 Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: «Amico, prestami tre pani, […]
Mi lascio ispirare
a cura dei Gesuiti Italiani
Tu sei il dono e la domanda
Tu sei la gloria e il tormento
Tu sei il donatore e l’offerta
L’origine e il compimento
H. Capieu
Lc 11,5-13
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: «Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli», e se quello dall’interno gli risponde: «Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani», vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Sembra un comportamento normale tra amici: se hai un amico e sei nel bisogno, puoi andare anche a importunarlo di notte, e se ti risponde male puoi insistere.
Vediamo in azione tre uomini: l’amico che non ha pane, l’amico che dorme, e il viaggiatore che arriva stanco e affamato. Proprio il viaggiatore rappresenta colui che bussa alla mia porta, che mi interpella senza essere atteso, quando sono impreparato, colui che mi chiede di essere accolto.
Gesù non vuole che la preghiera diventi un dialogo chiuso, ma che faccia circolare l’amore.
Dunque un invito al coraggio e alla confidenza nei confronti di Dio nella certezza di essere ascoltati. Però molte volte l’uomo è come un bambino che non sa quello che chiede, e Dio è come un padre che non concede sempre al figlio ciò che questi gli domanda: gli dà soltanto ciò che sa essergli utile.
L’amore di Dio ha un aspetto paradossale. Più che dare a Dio, esso è «sapere che è Dio che può dare a noi» e accettare. Ci viene mostrato il modo di stare con fiducia davanti a Dio e cercarlo. Perché siamo poveri, dobbiamo chiedere a Dio la grande ricchezza della vita, chiedergli ogni giorno il regno.
Impariamo a rivolgerci a Dio in qualunque momento, ma non in qualunque modo; a chiedergli sempre di nuovo, ma non qualunque cosa. Non che le nostre richieste debbano essere limitate a beni spirituali: il figlio può chiedere al padre quello che gli manca. I poveri hanno il diritto di chiedere il minimo vitale. Il vangelo ci mostra la qualità della domanda più che la natura di ciò che viene chiesto. Dio, colui che ci sta di fronte, ha la bontà di un padre e non rifiuta mai di risponderci.
Entriamo in questo percorso del chiedere, cercare e chiamare: chiedere è proprio l’atteggiamento del povero che chiede ciò che non ha; cercare non è solo chiedere ma desiderare e fare passi concreti per ottenere ciò che manca; chiamare è insistere. Spesso ci fermiamo a chiedere e poi ci scoraggiamo e non facciamo nulla di concreto per ottenere ciò che vogliamo, ma se sbagliamo nel chiedere siamo, comunque, sicuri di ottenere il Volto del Padre che ci accoglie e ci sostiene, che condivide con noi gioie e dolori.
P. Claudio Rajola
Buona giornata!
Rete Loyola (Bologna)
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.