Passa al contenuto principale

GET UP and WALK 16/07 Mt 11,25-27 ESSERE PICCOLI: il primo gradino per diventare grandi

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

di P. F. Bottaro, gesuita “L’apprendere molte cose non insegna l’intelligenza”. Eraclito Mt 11,25-30  In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.  Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.  […]


Mi lascio ispirare

di P. F. Bottaro, gesuita
“L’apprendere molte cose non insegna l’intelligenza”. Eraclito
Mt 11,25-30
 In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare“. 
 
Dunque essere piccoli è il segreto. Non intelligenti, non sapienti. Semplicemente piccoli. Il Signore si rivela a chi non può vantarsi di sapere. A chi non sa. 
Il non sapere è la condizione che fa uscire da quelle nostre quattro convinzioni che spesso ostentiamo come sapienza e che limitano enormemente il nostro sguardo sulla realtà. 
Il non sapere ci costringe a uscire da noi stessi per cercare altrove le risposte alle domande che la vita ci pone. 
Essere piccoli è la condizione che genera stupore di fronte alla novità
Attenzione però, piccoli, non infantili o superficiali. 
Chi non sa e non si preoccupa di sapere è saccente perché implicitamente pensa di bastare a se stesso. 
Essere piccoli invece è come “sapere” che Qualcuno ci può rendere grandi. E cercare questo Qualcuno.
Buona giornata!

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.